Cile – Aggiornamento sulla situazione degli anarchici Mónica Caballero e Francisco Solar

Aggiornamento sulla situazione degli anarchici Mónica Caballero e Francisco Solar (Cile, febbraio 2021)

Il 4 febbraio 2021 si è tenuta l’udienza per la scadenza del periodo di indagine di sei mesi decretato a luglio 2020 contestualmente all’arresto dei compagni anarchici Mónica Caballero e Francisco Solar. Sono accusati dell’invio dei pacchi-bomba al 54° commissariato e all’ex ministro dell’interno Rodrigo Hinzpeter, così come del duplice attacco esplosivo contro la società immobiliare Tanica, a Vitacura.

Durante l’udienza il pubblico ministero ha sottolineato che ci sono ancora delle tappe da svolgere nell’inchiesta in corso, così ha richiesto altri sei mesi per le indagini. La difesa si è opposta, ma alla fine l’undicesima sezione del Tribunale di garanzia ha accettato la richiesta dell’accusa: l’indagine resta aperta per altri sei mesi.

Nella stessa udienza c’è stato il riesame per la custodia cautelare di Francisco, che alla fine è stata mantenuta e, dopo pochi giorni, approvata dalla Corte d’appello.

Il 10 febbraio si è tenuta l’udienza di riesame per la custodia cautelare della compagna Mónica. Anch’essa è stata confermata.

Le due udienze si sono svolte in videoconferenza e sono state seguite dai compagni, oltre che da un gran numero di parti civili, che hanno affollato lo schermo.

Ricordiamo che Mónica è rinchiusa nel Módulo de Connotación Pública del carcere di San Miguel e Francisco nell’Unidad de Máxima Seguridad del carcere di Alta sicurezza.

Rafforziamo le varie iniziative e agitazioni in solidarietà con la compagna e il compagno!

Complicità e solidarietà con Mónica e Francisco; sedizione contro lo Stato di polizia!

[Pubblicato in inglese da actforfree.nostate.net e in spagnolo da publicacionrefractario.wordpress.com. Traduzione italiana di malacoda.noblogs.org].

Nota sull’operazione repressiva contro Mónica e Francisco

Nelle prime ore di venerdì 24 luglio 2020, a Santiago del Cile, sono avvenute alcune perquisizioni e sono stati arrestati due anarchici, Francisco Solar e Mónica Caballero, accusati di diverse azioni con ordigni esplosivi tra il 2019 e il 2020. Nello specifico, entrambi sono accusati del duplice attacco esplosivo avvenuto all’interno dell’edificio Tánica, ex agenzia immobiliare Transoceánica, nel ricco comune di Vitacura, il 27 febbraio 2020, azione rivendicata dalle Afinidades Armadas en Revuelta (Affinità Armate in Rivolta). Mentre solo Francisco è accusato della spedizione di due pacchi-bomba: il primo contro il 54° commissariato di polizia di Huchuraba, nella zona nord di Santiago, che il 25 luglio 2019 ha causato il ferimento di otto poliziotti; il secondo agli uffici di Quiñenco, contro l’ex ministro degli interni Rodrigo Hinzpeter, nel comune di Las Condes, pervenuto nella stessa data e che però è stato disinnescato. Quest’ultima duplice azione è stata rivendicata dai Cómplices Sediciosos / Fracción por la Venganza (Complici Sediziosi / Frazione per la Vendetta).

In precedenza, Mónica e Francisco sono stati arrestati il 14 agosto 2010, in Cile, nel contesto dell’operazione repressiva anti-anarchica denominata «Caso Bombas». Negli anni precedenti almeno un centinaio di attacchi incendiari ed esplosivi avevano colpito strutture del potere. Il 1° giugno 2012 tutti gli imputati sono stati assolti. Successivamente sono stati arrestati il 13 novembre 2013 in Spagna e accusati di aver realizzato l’attacco esplosivo contro la Basilica del Pilar a Saragozza (2 ottobre 2013). Al termine di un lungo processo sono stati condannati definitivamente a 4 anni e 6 mesi a testa. Il 7 marzo 2017 sono stati scarcerati ed espulsi dalla Spagna verso il Cile.

Gli indirizzi dei compagni:

Mónica Caballero Sepúlveda
Centro de prisión preventiva de mujeres de San Miguel
San Francisco 4756, San Miguel
Región Metrópolitana — Chile

Francisco Solar Domínguez
Unidad Especial de Alta Seguridad – Càrcel de Alta Seguridad
Avenida Pedro Montt 1902, Santiago Centro
Región Metrópolitana — Chile

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Barcellona – Un aggiornamento sugli ultimi arresti

Nel quadro delle rivolte scoppiate a Barcellona nelle ultime due settimane, 8 compagn* sono stat* arrestat* la sera del 27 febbraio durante una carica. La mattina di lunedì i mossos d’esquadra effettuano perquisizioni in due case occupate, a Mataró e a Canet de Mar, cittadine limitrofe a Barcellona, dove hanno sequestrato del materiale. Martedì dopo un processo durato 17 ore, il giudice ha convalidato gli arresti senza cauzione. Le accuse per le 8 persone imputate sono di: tentato omicidio, associazione a delinquere, manifestazione non autorizzata, disordine pubblico, aggressione e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.

Hanno deciso di non rispondere alle domande del pubblico ministero ma di rispondere solo all avvocato. Il giorno seguente a tutt* è stato effettuato il PCR, e secondo le nuove norme anti-covid sono stat* obbligat* a fare il vaccino. Ora si trovano in regime di isolamento e per il momento non gli hanno permesso di ricevere né vestiti né soldi. Un team di tre avvocati si sta occupando della difesa.

Seguiranno aggiornamenti.

Fonte: RoundRobin

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Un mare di persone inonda il centro di Atene in solidarietà con Dimitris Koufondinas in sciopero della fame da 53 giorni

Un mare di persone inonda il centro di Atene in solidarietà con Dimitris Koufondinas in sciopero della fame da 53 giorni

Migliaia di persone hanno sfidato il regno della paura, della censura e del terrore imposto dal governo greco a qualsiasi protesta o voce solidale con le semplici richieste di un prigioniero politico, Dimitris Koufondinas, la cui morte è imminente, dopo 53 giorni di sciopero della fame.

La stragrande maggioranza delle proteste in tutta la Grecia durante le ultime sei settimane sono state attaccate, senza nemmeno una scusante, non appena le persone hanno iniziato a radunarsi. Anche solo una menzione del nome di Koufondinas su facebook e si ottiene un blocco o il profilo viene rimosso. Questo è successo anche a politici, avvocati, studiosi e accademici.

Indipendentemente da questo, ciò che conta sono le immagini che vedete qui. Se Dimitris Koufondinas muore, sarà il primo prigioniero in sciopero della fame a morire nell’Unione Europea dalla morte di Bobby Sands e dei suoi compagni nel 1981, in Irlanda del Nord, sotto il regime di Margaret Thatcher.

Dimitris Koufondinas, oggi 63enne, è in sciopero della fame da 53 giorni e ha iniziato anche uno sciopero della sete dal 23 febbraio. La sua attuale richiesta è di essere trasferito al carcere di Korydallos, così come la fine degli interventi politici arbitrari contro di lui.

Anche dopo 53 giorni senza cibo, il governo greco rifiuta il suo diritto alla parità di trattamento in carcere.

[Testo in inglese parzialmente tratto da mpalothia.net, pubblicato in italiano da malacoda.noblogs.org].

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Atene- Cariche da parte della polizia contro i manifestanti

 

La polizia ha attaccato i manifestanti con idranti e cariche. Le proteste locali ed internazionali continuano da settimane per il compagno Koufontinas, in sciopero della fame da circa sessanta giorni. Gli organi di Stato greco non hanno preso in considerazione lo spostamento del compagno nelle cosidette “prigioni rurali”, come sancisce la stessa legge greca, ma hanno riferito di mettere in pratica qualsiasi procedura per “la salute di Koufontinas”, ovvero tramite l’alimentazione forzata, pratica bandita dallo stesso diritto internazionale.

Seguiranno aggiornamenti sullo stato della salute del compagno Dimitris Koufontinas

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Barcellona Brucia [it,es]

Barcellona Brucia.

Brucia della passione contro il sistema da parte di una generazione senza nome,una generazione a cui è stato tolto tutto. Il potere economico globale neoliberista ed i governi nazionali compiacenti, si sono arricchiti su questo vuoto, riempendolo a tempo debito con tutto ciò potesse far comodo loro, in un determinato periodo storico-politico ed economico. Così hanno creato il popolo perfetto, un popolo che non riesce ad aver coscienza da chi provengano i mali che lo affliggono, e che nel momento in cui riconosce il nemico, ovvero chi lo ha ridotto nella condizione misera in cui sopravvive, non riesce ad affrontarlo, poichè quest’ultimo appare troppo “lontano” o troppo forte.

A Barcellona questa “generazione senza nome” ha deciso di prender coscienza, di affrontare nelle strade il suo nemico, i suoi simboli ed i suoi scagnozzi.                                  La coesione sociale locale ed internazionale spontanea, venutasi a creare in queste settimane ha fatto tremare i potenti e riacceso speranza nel nostro animo.

Per una lunga lotta contro la m(AFIA)onarchia !

Al fianco dei comapagni catalani, italiani e di tutte le nazionalità, arrestati durante gli scontri contro il potere!

 

–Traduzione in spagnolo

Barcelona arde.

Arde por la pasión contra el sistema por parte de una generación sin nombre, una generación a la que se le ha quitado todo. El poder económico global neoliberal y los gobiernos nacionales complacientes se han enriquecido con este vacío, llenándolo a su debido tiempo con todo lo que podía serles útil en un periodo histórico, político y económico determinado. Así han creado el pueblo perfecto,

un pueblo que no logra ser consciente de dónde vienen los males que le aquejan, y que en el momento en que reconoce al enemigo, es decir, a quien le ha reducido a la condición miserable en la que sobrevive, no es capaz de enfrentarse a él, porque éste aparece demasiado “lejano” o demasiado fuerte.

En Barcelona esta “generación sin nombre” ha decidido tomar conciencia, enfrentarse en las calles a su enemigo, a sus símbolos y a sus matones. 

La espontánea cohesión social local e internacional que se ha creado en estas semanas ha hecho temblar a los poderosos y ha reavivado la esperanza en nuestras almas.

¡Por una larga lucha contra la m(AFIA)onarquía!

¡Al lado de los compañeros catalanes, italianos y de todas las nacionalidades detenidos durante los enfrentamientos contra el poder!

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Barcellona- Nove notti di rivolte per l’arresto di Pablo Hasél

 

Fino ad ora sono  9 notti di disordini nella città di Barcellona dopo la detenzione e l’incarcerazione del rapper comunista Pablo Hasél, che ha un’accusa di 9 mesi di prigione per il contenuto politico delle sue canzoni. Pablo è stato arrestato lunedì 15 febbraio scorso quando era stato barricato con 50 compagni solidali nell’Università di Lleida (Lerida, 150 km da Barcellona).

Anche in altre città spagnole come Madrid, Valencia, Murcia, Vigo ecc. Ci sono stati disordini e manifestazioni contro la detenzione di Pablo Hasél, ma questa volta Barcellona combatte duramente. Fino ad ora ci sono circa 85 compagni detenuti dalla polizia solo a Barcellona. 

Barricate e fuoco ovunque!

Anche nel grande viale dello shopping Passeig de Gracia sabato scorso sono stati distrutti molti negozi di lusso o “saqueadas”. Anche le stazioni di polizia sono state attaccate.

Ora le grandi pubblicità e le banche fanno pressione contro il governo catalano: “perché la polizia non ferma le rivolte e il governo si limita a criticare la violenza della polizia”. La polizia catalana Mossos d’Esquadra ha usato flashball contro i manifestanti e una ragazza ha perso un occhio martedì scorso durante la manifestazione.

Sabato 20 è stata la più grande marcia fino ad ora con circa 7000 persone per le strade. Centinaia di container bruciati, anche moto e auto in fiamme!

L’atrio commerciale piange per il caos incontrollato in città …

Martedì 23 notte le rivolte hanno avuto uno sfondo antifascista perché il partito fascista VOX ha convocato una manifestazione nel sobborgo settentrionale di Sarriá, ma i poliziotti hanno evitato lo scontro diretto con i nazisti (ne sono apparsi solo 15), ma ci sono stati scontri minori con i poliziotti. C’erano 500 persone nella folla antifascista …

Si sentiva da molto tempo una quasi esplosione sociale a Barcellona, ​​

la detenzione di Pablo Hasél era solo la scusa necessaria per molti anarchici, comunisti o qualsiasi giovane rivoltoso per riprendere le strade e distruggere o bruciare tutta la merda che odiano: simboli capitalisti e di stato.

I disordini sono iniziati il ​​giorno dopo le elezioni catalane e il 46% si è astenuto dal voto. Gli “ingovernabili” sono nelle strade per dare un caloroso “benvenuto” ai politici indipendentisti del nuovo governo catalano e al suo retroterra commerciale. Fino ad ora 1 milione di euro di costi di distruzione e divertenti scontri tra tutti i partiti politici sono solo l’inizio della caduta del loro sistema democratico di merda. 

Ogni notte è buona per una nuova rivolta!

Aggiornamento: sabato 27 febbraio dopo 2 notti di calma c’è stata una nuova manifestazione di circa 5000 persone per la libertà di Hasél e di parola, e su tutti i problemi sociali, contro la legge di Mordaza e la violenza della polizia.

Dopo la manifestazione c’erano barricate nel Raval e la stazione di polizia di Rambla è stata attaccata, un furgone della polizia è stato bruciato da un cocktail molotov, anche un grande hotel nella Rambla è stato vandalizzato. Quella notte furono arrestati 14 compagni.

In totale dal 16 febbraio 137 manifestanti sono stati arrestati, almeno uno di loro è accusato dell’incendio doloso sul furgone della polizia.

Traduzione da campanialibertaria.noblogs.org

Fonte actforfree.nostate.net

 

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Napoli- Riflessione sulla vicenda “Lugi Caiafa”

Abbiamo deciso di redigere una riflessione, sulla vicenda che poche settimane fa, ha visto la rimozione del murales a Forcella, quartiere del Centro Storico di Napoli, dedicato al diciassettenne Luigi Caiafa, ucciso durante un tentativo di rapina, la notte del 4 ottobre 2020 da parte di un poliziotto presente durante il tutto.

Riteniamo da anarchic* , e da persone libere, che tali eventi, soprattutto all’interno del territorio napoletano ed in generale campano, siano di estrema importanza da affrontare e discutere.

Luigi, come Ugo, rappresentano la rivolta più nociva a tutti quei concetti su cui si fonda lo Stato.   Uno Stato, che non esiste e che non è mai esistito, nelle situazioni e nei luoghi in cui esso ipoteticamente, secondo la sua stessa logica-ipocrita dovrebbe esser più presente.

Luigi e tanti altri ragazzi, sono l’esemplificazione di come lo Stato operi per creare un nemico, un nemico di cui si serve vigliaccamente: prima scaricandolo nei ghetti; poi facendolo crescere all’interno di una società che gli insegna indirettamente e direttamente, che l’unico obiettivo nella vita è la ricchezza materiale, e che tale cosa può avvenire in un unico modo, ovvero sfruttando il prossimo essere umano che ci ritrova davanti.

Da questa concezione che intravede come unico rapporto umano concreto lo sfruttamento, prende piega e si fa avanti, l’ideologia “gangsteristica” e camorristica.                                                         Oggi giorno i giornalisti si divertono ad attribuire il termine camorra o camorristico, a qualsivoglia fattispecie criminale, senza porgere uno sguardo riflessivo nella maggior parte dei casi,                  nonostante si tratti di azioni perpetrate da singoli individui o gruppi giovanissimi, che rientrano si, sempre nella logica malavitosa, ma si distaccano temporalmente e concretamente da tutti quei dogmi finto-religiosi, familiari che caratterizzavano ed in alcuni casi continuano a caratterizzare la criminalità organizzata campana.

Lo sfruttamento deve esser inteso nel senso più profondo, intimo e viscido, che tale parola può connotare. Uno sfruttamento che si ripercuote in ogni ambito della vita dell’essere umano, dai rapporti familiari, all’istruzione ed infine ad un futuro lavorativo sempre più incerto.

Lo Stato, come la camorra e tutte le altre organizzazioni basate su questo tipo di rapporto, devono servirsi di tali persone, esseri umani, ragazzi come Luigi o Ugo, che a tempo debito devono “esser sacrificati”, in nome di un equilibrio che deve ripercuotere la diseguaglianza più totale, la solidificazione bipolare tra ricchi e poveri, tra quartieri benestanti e quartieri affamati, e via discorrendo sino ad arrivare ai livelli più alti, che tali organizzazioni servono e di cui si servono.

La rivolta nociva ai dogmi camorristici e statali, di cui parlavamo prima, è nociva poiché “non rivolta” la situazione del soggetto in questione, anzi lo trascina all’interno di quel canale creato ad hoc, dalla società stessa. Il canale preferenziale creato dalla società, è quello di non far comprendere alla persona che ha subito soprusi ed ingiustizie, la causa reale della sua condizione, ma di trascinare questa all’interno di una spirale di violenza e sopraffazione contro i suoi simili, che vivono lo stesso male.      Creando così il binomio borghese perfetto, ovvero i buoni e i cattivi che compongono la società.

La procura, come vari assessori si sono mobilitati affinché il murales dedicato al giovane ucciso, venisse rimosso, poiché questo rappresentava a loro dire, un atto che idolatrava il criminale ed il suo gesto, ed il ricordo della persona deve esser cancellato categoricamente.

Noi la pensiamo diversamente,                                                                                                     seguendo la riflessione, commentabile sicuramente, che abbiamo scritto, riteniamo che l’ostinazione affinché tale murales venisse rimosso e ricoperto di vernice bianca, mobilitando nove volanti della polizia ed eseguendo la solita parata delle forze dell’ordine, non sia dovuta alla mistificazione che tale opera avrebbe potuto ripercuotere sugli animi giovanili che abitano il quartiere.

Il volto di Luigi rappresenta la morte di tutti quei finti ideali su cui si fonda lo Stato,                          ne mostra le sue debolezze ed il suo fallimento totale, ed è categorico a tale punto rimuovere, bruciare, coprire tutto ciò che dimostra questo fallimento.                                                                 Non basteranno le sfilate preparate ad-hoc dalla procura, gli incessanti post indignati di vari assessori, a fermare la miseria, lo sfruttamento e la disperazione che vige nei giovani, nei quartieri e nelle famiglie.

L’insurrezione ai dogmi camorristici, statali, religiosi e a tutti quei comportamenti che la società ci impone, sono l’unica soluzione per il ribaltamento  e la conquista della libertà.                        L’abbattimento radicale della miseria può esser effettuato unicamente da chi vive in prima persona tale condizione,                                                                                                                                              senza accordi o compromessi con realtà partitocratiche,                                                                   senza “l’aiuto” dello sbirro volto a salvare unicamente la sua busta paga,                                               senza l’inganno del dio danaro,                                                                                                            ma unicamente gestendo autonomamente gli interessi collettivi.

Da anarchic* non ci interessano le sfilate della finta-giustizia

Siamo contro chi legifera nel palazzo e chi lo fa per strada,

Siamo contro lo sfruttamento dell’uomo contro l’uomo,

Siamo per una mobilitazione e rivoluzione delle coscienze innanzitutto,

affinché queste possano rappresentare le basi per una nuova società.

 

Anarchici e Anarchiche Campani

 

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Grecia, Berlino- Notizie- Solidarietà al compagno Dimitris Koufontinas, occupazione consolato greco

Continua lo sciopero della fame Dimitris Koufontinas che ormai perdura da 46 giorni e continuano anche le mobilitazioni di solidarietà dentro e fuori dalla Grecia. (Vedi gli ultimi articoli)

Proseguono anche le mobilitazioni degli studenti universitari che vogliono bloccare la nuova riforma universitaria che prevede, tra le altre cose, il reinserimento della polizia nei campus.

Ascolta l’intervista:

https://radioblackout.org/2021/02/46-giorni-di-sciopero-della-fame-di-koufontinas-aggiornamenti-dalla-grecia/

Tratto da https://malacoda.noblogs.org/post/2021/02/25/consolato-greco-occupato-in-solidarieta-con-dimitris-koufondinas-in-sciopero-della-fame-berlino-germania-24-02-2021/

Consolato greco occupato in solidarietà con Dimitris Koufondinas in sciopero della fame

A mezzogiorno del 24 febbraio 2021 un gruppo di compagne e compagni è entrato nel consolato greco sulla Mohrenstraße occupandolo e bloccandone i servizi, spezzando così il normale corso di una giornata lavorativa all’interno di questo “Stato nello Stato”. Uno striscione è stato srotolato da una finestra e volantini sono stati fatti cadere sulle teste di ignari passanti, persi nella loro grigia routine in una zona che è tra le più chic, borghesi e produttive di Berlino. In questo caso, i tanto dacantati e difesi confini gli si sono ritorti contro, impedendo di fatto agli sbirri tedeschi di entrare in “territorio greco” fino al momento in cui non fosse arrivata l’autorizzazione ufficiale da parte del console. Tutto ciò ha ritardato notevolemente lo sgombero. Ah, la loro amata burocrazia!

Nello stesso momento un altro gruppo di compagni/e ha dato inizio a un presidio sotto le mura del consolato.

Dopo quasi quattro ore le decine e decine di sbirri presenti lì sotto hanno avuto l’autorizzazione ad entrare e buttare fuori i compagni e le compagne.

Questa al consolato è l’ultima di varie azioni dirette compiute in Germania in solidarietà a Dimitris e al suo sciopero della fame, come ad esempio l’incendio di un furgone della Thyssenkrupp, azienda che fornisce e sostione la produzione dei sottomarini grechi, o come il camion della ditta Hertz dato alle fiamme, ditta fornitrice di veicoli alla polizia greca (specialmente all’unità OPKE).

A Francoforte una scritta è stata lasciata sulla facciata del consolato greco.

Altre scritte e striscioni sono comparsi in tutte le città.

A Berlino hanno poi avuto luogo diversi presidi sia sotto il consolato, sia sotto l’ambasciata greca. Il 27 inoltre ci sarà il corteo che partirà da Kottbusser Tor e che arriverà nuovamente sotto il consolato sulla Mohrenstrasse.

Oggi, 25 febbraio 2021, il compagno rivoluzionario Dimitris Koufondinas, si trova al quarantanovesimo giorno di sciopero della fame. Dal 16 febbraio è ricoverato in terapia intensiva e dal 22 ha chiesto ai medici di interrompere anche la somministrazione di acqua tramite flebo. La situazione è estremamente critica, le sue condizioni di salute sono ormai pessime e i danni fisici irreversibili.

Lo Stato greco ha deciso di ammazzare Dimitris. Se morirà, questi assassini dovranno assumersi le responsabilità politiche e materiali di tutto ciò che accadrà in seguito.

Perché la solidarietà è internazionale!

Per Dimitris.

[Ricevuto tramite e-mail, pubblicato da malacoda.noblogs.org].

Fonte ilrovescio.info

 

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Notizie- Chile- Sulle udienze di Mónica Caballero e Francisco Solar

 

Il 4 febbraio 2021, l’udienza è stato fissata, dopo aver culminato il periodo investigativo di 6 mesi, che  è stato decretato al momento della detenzione dei compagni Monica e Francisco nel 2020.

Sono accusati della spedizione di pacchetti esplosivi al 54 commissario e all’ex ministro dell’Interno Rodrigo Hinzpetter, così come il doppio attacco esplosivo contro gli immobili tannici di Vitacura.

Durante l’udienza, l’ufficio del procuratore sottolinea che c’era ancora certa diligenza investigativa in sospeso richiedendo altri 6 mesi di ricerca. La difesa si è opposta, ma alla fine la Corte 11, ha accettato la petizione del pubblico ministero: la causa continua aperta sotto la fase investigativa per altri 6 mesi.

Nella stessa udienza, la detenzione preventiva di Francisco è stata rivista, alla fine è stata finalmente mantenuta e dopo un paio di giorni è stato ratificato nella Corte d’appello.

Il 10 febbraio, la revisione della detenzione preventiva è stata tenuta per la compagna Monica, che è stato respinta, continuando la prigionia.

Entrambe le udienze sono state condotte virtualmente, e contavano sulla presenza dei compagni in aggiunta a un’enorme quantità di denuncianti che hanno copiato lo schermo.

Ricordiamo che Monica è imprigionata nella sezione di connotazione pubblica di San Miguel e Francisco “nella sezione massima di sicurezza, della prigione di massima sicurezza”.

Per rafforzare le diverse iniziative e agitazione in solidarietà con i compagni!

Complicità e solidarietà con Monica e Francisco; Eversivi contro lo stato della polizia!

 

Traduzione italiana: Campania Libertaria

Testo originale in spagnolo: publicacionrefractario

Testo tradotto in francese: Attaque

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Strage di Stato nelle carceri. Iniziative il 06-08.03.2021

6 MARZO ORE 15 – CARCERE DI MODENA

Torniamo a portare tutta la nostra solidarietà ai detenuti rinchiusi nel carcere dove 9 persone, un anno fa, sono state uccise durante le rivolte e i trasferimenti verso altre galere.

8 MARZO ORE 11 – MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VIA ARENULA, ROMA

Nel marzo 2020 lo Stato ha compiuto una mattanza in decine di carceri di tutta Italia. Le decisioni per attuarla sono state prese dell’alto, dal Ministero di Giustizia. È lì che vogliamo far arrivare la nostra rabbia, raggiungendo quel luogo da ogni città per far ritornare al mittente le sue responsabilità.

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È passato un anno da quell’8 marzo 2020 in cui, mentre le strade si svuotavano a causa delle prescrizioni governative che imponevano a tutti il “Restate a casa!”, all’interno delle galere in Italia, e in tantissimi Paesi del mondo, le persone detenute hanno urlato la loro rabbia e paura. Tante le rivolte e le forme di protesta.

La risposta dello Stato è stata brutale: 14 i detenuti morti ad oggi accertati. Tredici di loro dentro i corridoi dei penitenziari di Modena, Alessandria, Verona, Ascoli, Parma, Bologna, Rieti; un altro morirà successivamente dopo il ricovero nell’ospedale di Rieti.

Torture a suon di pestaggi e umiliazioni. E poi le denunce, i processi avviati nei confronti delle persone detenute: a Bologna, Modena, Frosinone, Milano Opera, Milano San Vittore, Roma Rebibbia, Foggia, Pavia.

Eppure è solo grazie a quelle rivolte che ci si è dovuti ricordare delle condizioni di chi in quei posti vive la sua quotidianità.

Posti in cui la pandemia ha solo peggiorato una situazione già precedentemente al collasso.

Luoghi fatiscenti, sovraffollati e con un sistema sanitario assolutamente inefficiente.

Lo Stato, con le sue propaggini, come unica risposta ha reso le carceri dei veri e propri fortini, chiusi a tutto e tutti, tranne alle guardie e a quelli che ci lavorano e che veicolano all’interno il contagio. Prova ne sono i numerosi casi positivi nelle sezioni di 41bis a regime di totale isolamento.

Sono stati tolti i colloqui con i propri affetti e quelli con gli avvocati, sospesa qualsiasi attività, incluse quelle lavorative e scolastiche, mentre i prigionieri continuano a essere stipati dentro le celle.

In questo lungo anno la voce di chi vive sulla propria pelle tutte queste vessazioni e la condizione di persona sacrificabile non ha mai smesso di farsi sentire. Testimonianze, proteste e un esposto fatto da cinque coraggiosi detenuti hanno fatto emergere quanto realmente accaduto durante e dopo le rivolte a Modena e in altre galere e così non venisse infangata la memoria dei 14 reclusi morti. Morti velocemente liquidate con un vago “Per lo più dovute ad assunzioni di farmaci”, parole del ministro Bonafede .

Al di là di quello che strillano le trombe del potere sappiamo bene di chi sono le responsabilità di queste 14 morti.

A un anno dalla strage commessa nelle carceri vogliamo portare tutta la nostra solidarietà a chi si è ribellato e a chi ha scelto di esporsi parlando pubblicamente di divise sporche di sangue, di manganelli e di spari.

Lo Stato difende se stesso, le sue strutture, i suoi funzionari e burocrati. Li vorrebbe rendere impuniti e inattaccabili.

A noi la scelta di non dargli tregua.

Stragista è lo Stato!

 

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